Imbevuta di critica sociale, ma tutt’altro che ideologica o a tesi (il narratore di Pellegrino trasparente si affretta a sottolineare che detesta i romanzi in cui l’autore usa i personaggi per esporre le proprie idee politiche), la narrativa di Cárdenas è profondamente pensata ma anche capace di arrendersi al puro piacere del racconto: sorprende, spiazza e in qualche modo travolge il lettore, proponendogli di accettare l’imprevisto e di seguirlo lungo le vie della «fantasia insensata» che si scatena dopo la lettura di un classico del XIX secolo, Peregrinación de Alpha di Manuel Ancízar, scrittore e uomo politico del Partido Liberal Colombiano.
Nel suo diario di viaggio attraverso una Colombia da poco indipendente – e che ancora non si chiamava così, ma portava il nome di Nuova Granada – Ancízar racconta le esperienze vissute in qualità di membro della Commissione Corografica creata dal governo repubblicano nel 1850 per descrivere e catalogare la popolazione, la flora, la fauna e le risorse potenzialmente sfruttabili delle regioni più remote, che avrebbero potuto attirare gli investimenti stranieri. Come molte altre raccolte di cronache latinoamericane dell’epoca, anche quel testo mescola «il romanzo di avventura, il quaderno di appunti sociologici, l’inventario di bellezze naturali, l’etnografia e la raccolta di tradizioni e voci popolari», allo scopo di inventare in qualche modo un paese e soprattutto di inserirlo nel circuito del moderno capitalismo.
Proprio come il libro di Ancízar, anche Pellegrino trasparente scivola da un genere all’altro, mescolando l’avventura, il saggio, la cronaca, il fantastico (intervengono come ospiti d’onore due terrificanti creature a metà tra uomo e ragno), i miti locali, la leggenda, e demolisce il concetto di nazione in quanto pura fantasia prodotta dalle oligarchie al potere, mentre il contesto storico – che le osservazioni e i pensieri del «pellegrino trasparente», ovvero dell’autore-narratore, disseminano di anacronismi – diventa non solo il pretesto per un racconto avvincentissimo, ma anche una chiave di lettura del nostro presente.