Secondo Tizzoni, il parere favorevole espresso dalla Procura Generale di Milano non deve essere interpretato come un riconoscimento dell’innocenza di Stasi. Al contrario, il legale ha spiegato che, qualora la Procura ritenesse realmente infondata la condanna, dovrebbe sostenere un’eventuale richiesta di revisione del processo. Per questo motivo, l’avvocato ha dichiarato che il parere positivo “non vuol dire assolutamente nulla” sotto il profilo della responsabilità penale già accertata dai tribunali.
L’avvocato della famiglia Poggi ha inoltre ricordato che la possibilità di accedere all’affidamento ai servizi sociali rientra nei normali meccanismi previsti dall’ordinamento penitenziario italiano. Quando il residuo di pena è inferiore a quattro anni, infatti, il detenuto può richiedere misure alternative alla detenzione. Si tratta, ha precisato Tizzoni, di procedure piuttosto comuni che nella maggior parte dei casi vengono accolte, purché siano presenti i requisiti richiesti dalla legge.

Nel frattempo, Alberto Stasi potrebbe ottenere la possibilità di scontare la parte finale della sua condanna fuori dal carcere, continuando a lavorare e senza l’obbligo di rientrare ogni sera nell’istituto penitenziario di Bollate. La Procura Generale ha valutato positivamente il suo comportamento durante la detenzione, anche sulla base delle relazioni predisposte dall’equipe del carcere. La decisione definitiva spetta però al Tribunale di Sorveglianza, chiamato a pronunciarsi entro pochi giorni.