“Sei una brava ragazza”, disse dolcemente. “Non dimenticarlo.”
Non ci feci molto caso.
Quella notte dormii a malapena.
Poi, la mattina seguente, fui svegliata dalle sirene.
Proprio fuori da CASA MIA.
Mi si gelò il sangue.
Sentii bussare forte alla porta.
Quando aprii, vidi uno sceriffo.
Dietro di lui c’erano due auto di pattuglia.
“Signora”, disse con calma. “Dobbiamo farle alcune domande sulla signora Higgins.”
Mi si rivoltò lo stomaco.
“Cosa è successo?” Non rispose subito.
“L’hanno trovata MORTA stamattina.”
Calò il silenzio.
“Io… l’ho aiutata ieri”, sussurrai.
La sua espressione non cambiò.
“Lo sappiamo”, disse. “Ecco perché siamo qui.”
Mi tremavano le ginocchia.
“Ho fatto qualcosa di sbagliato? Ho solo tagliato l’erba del suo giardino…” “Allora non ti dispiacerà spiegarmi cosa è successo”, mi interruppe.
Indicò la mia cassetta della posta.
Mi si gelò il sangue.
“Vai avanti”, disse. “Aprila tu stessa.” Le mie mani tremavano così tanto che riuscivo a malapena ad alzare il coperchio.
Non avevo idea di cosa avrei trovato.
Ma nel momento in cui lo vidi…