«Ti comporti ancora in modo così presuntuoso?» ringhiò Alejandro, rivolgendosi a Camila. «Vedi? Povera, ma piena di orgoglio.»
Camila scoppiò in una risata beffarda e si aggrappò più forte al braccio di Alejandro, squadrando Mariana con disprezzo.
In quel momento, un gruppo di uomini in abito nero entrò nella hall.
In testa al gruppo c'era un uomo dai capelli grigi dall'aspetto autorevole e dallo sguardo rispettabile, seguito da dirigenti e da una troupe di giornalisti.
“Signora Mariana, è tutto pronto. La presentazione inizierà tra tre minuti.”
Nell'intera hall calò il silenzio.
Alejandro impallidì.
«Signora Mariana?» La sua voce era strozzata, come se qualcuno gli stesse stringendo la gola.
Mariana annuì leggermente.
Posò il panno sul carrello delle pulizie.
Si tolse i guanti con calma.
Un'assistente si avvicinò immediatamente e le drappeggiò sulle spalle un elegante blazer bianco.
Nel giro di pochi secondi, l'addetto alle pulizie era sparito.
Ora un'altra donna si presentò davanti ad Alejandro:
Aveva i capelli sciolti, la postura eretta, lo sguardo profondo e freddo.
L'uomo dai capelli grigi si fece avanti e annunciò a voce chiara:
"È un onore presentarvi la signora Mariana Ortega, fondatrice del marchio 'Phoenix of Fire' e principale investitrice di questa collezione esclusiva che verrà lanciata questa sera."
Alejandro fece un passo indietro, completamente sconvolto.
L'abito rosso tempestato di rubini che Mariana portava dietro, lo stesso che lui aveva disprezzato, recava il suo nome.
Mariana si voltò verso di lui.
E sorrise.
Ma non era più il fragile sorriso della donna di sette anni prima.
“Sette anni fa hai detto che non ero abbastanza bravo per te.”
“Pochi minuti fa hai detto che non avrei mai potuto toccare questo vestito.”
Lei alzò la mano. Il personale aprì la vetrina.
Mariana toccò con grazia il tessuto rosso.
Le luci facevano sembrare che l'atrio fosse in fiamme.
«Che peccato...» sussurrò. «Perché colui che non ha più il diritto di toccare nulla di tutto questo... sei tu.»
In quel preciso istante, il telefono di Alejandro iniziò a vibrare incessantemente.
Messaggio della sua segretaria:
“Signore, il partner strategico ha appena ritirato l'intero investimento. Hanno firmato un contratto in esclusiva con… la signora Mariana Ortega.”
Prima che potesse reagire, Camila gli lasciò bruscamente il braccio.
“Non dovevi essere il vicepresidente? Era tutto una bugia?”
Si voltò e se ne andò, i tacchi che risuonavano come colpi di martello sull'orgoglio infranto di Alejandro.
Mariana gli passò accanto.
Lei non lo guardò.
Lasciò solo una frase sospesa nell'aria, leggera come il vento:
“Grazie… per avermi lasciato andare quel giorno.”
Alejandro rimase immobile al centro della hall, circondato da lusso, luci sfavillanti e sussurri, intrappolato in una realtà che non avrebbe mai immaginato di dover affrontare.